La stampa 3D, in considerazione del crescente impatto sociale ed economico, è considerata a tutti gli effetti, la terza rivoluzione industriale.
Sono numerosissime le applicazioni della stampa 3D al settore medico. Fra le principali vi è la possibilità di creare modelli d'organo patient specific al fine di supportare i chirurghi nel planning pre ed intra operatorio. Quest'ambito di applicazione, denominato prototipazione rapida alla pianificazione chirurgica, permette di comprendere meglio i rapporti anatomici tra le diverse strutture e poter pianificare con cura gli accessi e gli spazi di manovra durante gli interventi.
Il flusso di lavoro per arrivare alla stampa dei modelli anatomici parte generalmente da immagini CT e MR. Le immagini CT sono quelle con maggiore risoluzione spaziale e, pertanto, sono impiegate maggiormente rispetto alle immagini di risonanza magnetica. Il primo processo è di segmentazione dell'immagine, in altre parole la pulizia da eventuale rumore e l'individuazione/evidenziazione della regione anatomica da stampare.
Terminato il processo di segmentazione in cui l'immagine è ancora volumetrica, è necessario estrarre la superficie dell'oggetto e discretizzarla in forma di maglia composta di triangoli interconnessi. È fondamentale verificare la qualità della maglia prodotta tramite appositi software.
Ultimo passo è, laddove necessario, il riempimento delle parti cave.
I primi studi riguardanti i benefici del 3D print nel settore sanitario indagano principalmente i cambiamenti legati alla sala operatoria. La curva di apprendimento del personale medico, intesa come tempo di apprendimento di nuove procedure, è stata calcolata diminuire del 20% circa. La possibilità di un planning chirurgico migliora, infatti, l'outcome clinico e i tempi di recupero del paziente.
In sede pre operatoria può essere valutato il materiale da utilizzare con vantaggi sull'efficienza delle procedure: diminuzione del materiale da sterilizzare, diminuzione dei contenziosi medico-legali, riduzione dei costi di sala.